Storia

La pratica dell’innesto erbaceo in orticoltura è molto antica anche se non è divenuta di uso comune fino al XX secolo. Alcuni testi testimoniano l’utilizzo di questa pratica già nella Cina antica per la produzione di zucche di grandi dimensioni. Non va dimenticato che la tecnica dell’innesto riferito a quello arboreo sembra essere già in uso 1.800 anni prima della nascita di Cristo. Già Aristotele (384-322 A.C.) e Teofrasto (371-287 A.C.) menzionano l’utilizzo dell’innesto. San Paolo, in una lettera ai Romani, parla di piante di olivo innestate. Sembra infatti che quella dell’innesto durante l’età Romana fosse già una pratica diffusa ampiamente. Sono stati ritrovati riferimenti alla pratica dell’innesto anche in alcuni testi cuneiformi sumerici e ancora più chiari, negli antichi testi del Talmud (testo sacro ebraico).

Tornando ai giorni nostri possiamo affermare che il primo articolo scientifico su l’uso dell’innesto erbaceo come possibile metodo di controllo per le malattie delle specie di ortaggi che si ritrova nella letteratura internazionale è stato pubblicato nel 1927 nel Japanese Horticultural Journal dal dott. Koshiro Tateishi, ricercatore nella provincia di Nara (Giappone) il quale racconta l’esperienza di Ukichi Takenaka, innovativo coltivatore di angurie del villaggio di  Okubo,  che fece la positiva esperienza di innestare l’anguria su zucca per cercare di risolvere i problemi di Fusarium sul terreno il quale di fronte alle evidenze di questo primo “campo sperimentale” scrive “Anche se è noto da tanto tempo che è possibile innestare l’anguria su zucca è difficile credere che ad oggi nessuno usa questa pratica”. Una soluzione che era un pò sotto gli occhi di tutti ma che fino a quel momento non si era presa davvero in considerazione. Il ricercatore giapponese si rende conto dell’importanza di questa scoperta e profetizza il rivoluzionario sviluppo che potrebbe portare nel mondo dell’orticoltura paragonabile a quello che portò la scoperta dell’innesto della vite su vite americana per combattere il flagello della fillossera.

Leggi l’articolo di Tateishi (versione inglese)

Oggi

La tecnica dell’innesto erbaceo è in forte crescita su tutte le colture ortive soprattutto a seguito della continua  e costante diminuzione di molecole utilizzabili per la sterilizzazione del terreno. Purtroppo però questa tecnica non è la panacea per tutti i mali. Spesso alcuni portainnesti incidono molto sulla qualità del prodotto andando così in contrasto con le esigenze dei mercati che richiedono sempre più sapore e qualità. Da tanti anni il team di Fenix lavora a stretto contatto con un equipe di ricercatori per la messa a punto di prodotti che possano superare i problemi di coltivazione e la scarsa qualità dei frutti causata dall’innesto. I risultati sono già in campo, si vedono e si possono toccare con mano!

Rossana su Blue Devil F1
Coltivazione di Rossana F1 su Red Devil F1 in fuori suolo.