L’utilizzo di portainnesti ibridi intraspecifici in orticoltura: un alternativa molto valida ma ancora poco conosciuta in Italia.

L’utilizzo di portainnesti ibridi intraspecifici in orticoltura: un alternativa molto valida ma ancora poco conosciuta in Italia.

Apriamo questa discussione per mettere a conoscenza del mondo agricolo dell’esistenza di un progetto di ricerca iniziato nel 2006 riguardo l’utilizzo di portinnesti intraspecifici in l’orticoltura.

La quasi totalità dei portainnesti utilizzati sono ibridi interspecifici, vale a dire incroci ottenuti tra specie differenti (spesso una specie coltivata ed una selvatica). Non molti sanno (spesso a causa di una disinformazione interessata da parte di alcune figure che operano nel mondo orticolo) che sono stati sviluppati prodotti che garantiscono la stessa protezione dai patogeni del terreno superando però tutti gli ostacoli che una radice forte e aggressività quale è quella ottenuta da un incrocio con un selvatico, crea all’agricoltore. Grazie ai grandi passi ottenuti nella ricerca tradizionale oggi esistono incroci effettuati solo tra specie coltivate che garantiscono all’agricoltore la stessa copertura dalle malattie del terreno (nematodi, fusariosi, verticillosi, etc.) con il vantaggio di gestire una radice molto più regolare. Sarà così l’agricoltore a guidare la pianta secondo le proprie necessità e non vice versa.

In questo blog e tra le pagine di questo sito troverete tante informazioni al riguardo.

Se ne vuoi sapere di più consulta le seguenti schede: Blue Devil F1, Red Devil F1, Red Devil F1 (applicazione con melanzana), Black Devil F1.